(scripta volant)
giovedì, 20 marzo 2008

CONFESSO.

Rinchiusa con piacere in un confessionale virtuale da Sueside, vado confessando di quella volta quando in una cabina in spiaggia in cui ci si cambiava il costume, scopro l'esistenza di un classico buco nel legno e "assisto" a tutto il cambio minuto per minuto di una piacevole bagnante bionda e attempata, che occupava la cabina a fianco. Attempata perchè io avevo circa dieci anni.

Qualche anno prima mia madre mi mandò in latteria (ai mei tempi esistevano). Mentre attendevo il mio turno, mi cadde una moneta da 50 lire che finì sotto il bancone. Nel chinarmi per recuperarla, scoprii una distesa di monetine sul pavimento da far invidia alla fontana di Trevi. Raccolsi la mia insieme ad altre, con perfetta non chalance. Nei giorni successivi mi cadde sovente una monetina, mentre aspettavo il turno dal lattaio, fino a che il mio braccio di bimba non ci arrivò più. Fine della pacchia.

Confesso, nascosi la nutella di cui ero ghiotta, sempre in quegli anni, la nascosi alla vista di mia cugina supplicando mio nonno di dire che era finita e lo invitai a proporle pane e salame. Lui non accettò. Mah.

Vostro onore, ero io quella che, chiusa in ascensore ad un'età più che adulta, andavo pomiciando, salendo e scendendo, con una ragazza di tredici anni più giovane. Ma lo giuro vostro onore, lei era maggiorenne e consenziente. E soprattutto non gliene importava nulla che io avessi già una relazione. Ho scontato ampiamente la mia pena, per la cronaca

Essendo queste, due confessazio in una, potrei smetterla. Invece ho il cattivo gusto di insistere.

Sono io che sbatto le tovagliette con le briciole giù dal balcone. Se le lascio sul balcone i passeri non vengono a mangiarle. Questo per dire che non è vero che penso solo alle passere.

Bene. Dopo questa ennesima dimostrazio di deficienza, cosa mi potrebbe succedere interrompendo la catena ossia non passandola a niuno? Perdo il lavoro? Mi cade il tetto in testa? Enne anni di sfiga? Correrò il "rischio". Spezzo la catena. Almeno questa.

Se però qualcuno passando di qua, avesse voglia di confessarsi, si accomodi. Qui è tutto buio, nessuno ci vede. Buon natale. Adieu.

Scritto da: millefinestre alle ore 16:13 | link | commenti (12) | categoria:

Penso a te come ad un presente
Il dono prezioso della presenza di me con te
Dell'assenza che ho avuto e che avrò
Penso a te come ad una distesa di grano che brilla
Come del tempo buono e critico
Come una bizza del destino
E come una pizza margherita:
Senza artifizi culinari, buona
Ti penso come difficoltà da non ignorare
Come vento che mi solleva la pelle
Come un ancòra con l'accento sulla O
Ancora e ancora
Penso a te come Houdini che dal fondo riemergeva senza catene
Mi penso in te.

Scritto da: millefinestre alle ore 15:48 | link | commenti | categoria:

In pasticceria c'è la coda della domenica. La posso sopportare una coda, in pasticceria. Sento già sulla lingua sapore di crema all'uovo e sulle dita residui di cioccolato fondente. Nettare che sanguina via da un frutto ricoperto, ferite di denti. Assaggio nell'attesa, assaggio con il naso e sfumature golose si stendono sul palato, acquerelli in bocca. Salse rapprese di lamponi, piccole nuvole di latte a pioverti goduria nello stomaco. Pattino sulle glasse agli agrumi, seguo briciole di pistacchi, scivolo di faccia sulla mousse di fragole, fratturo una sfoglia burrevole... Esco dal tempio con una sensazione quasi uguale a quando, millemillenni fa, tornavo dal lunapark insieme al pesce rosso nel sacchetto, che mio padre si procurava per me: una contentezza puerile. Esco soddisfatta con in mano qualcosa che durerà ancora meno del pesce rosso (che non mangiavo). Tiene la porta per farmi uscire un elegante goloso di una certa età, preceduto da un profumo pungente che disturba l'atmosfera diabetica ma contribuisce a ricostruire un vecchio quadretto della domenica dei "grandi": i pasticcini, il vestito della festa, il bagno nel profumo. Attraverso la strada, una vecchia Lancia svolta a destra. Si sarà inchiodato il tasto REW.

Scritto da: millefinestre alle ore 15:44 | link | commenti | categoria:

Primavera.
Si raccomanda di eliminare le tossine sudando.
Di tossire il sudore eliminando.
Di sudare le eliminazioni tossendo.
Ma soprattutto di non stracciare i maroni al prossimo.
Grazie.
 

Scritto da: millefinestre alle ore 15:34 | link | commenti | categoria:
-_-_-_

Sei questi colori.
Meraviglia al tatto.
Densità.
Geometrie storte.
Sappilo.

Scritto da: millefinestre alle ore 15:32 | link | commenti | categoria:
venerdì, 29 febbraio 2008
milventanasApro le imposte ed esco sul balcone. Tiro nel naso un mare encantadores, a quest'ora si spiega in piccole onde. Scendo a piedi nudi, pochi metri in un sentiero tra braccia di palme e assaggio l'acqua di vetro. Mi siedo sul bordo di questa finestra liquida e respiro. Il sole è una mano già decisa appena sbuca dallo sfondo, mi piace, salgono gli odori, sabbia, cocco spaccato, uova fritte...

(Nastri di vite precedenti)

La finestra si apre su un attimo di silenzio, un passo fermo del traffico e il campanile emerge crudo di voce, come fosse piantato in mezzo ai prati. Buongiorno. Niente sabbia. Catrame. Aria che preme per uscire dall’inverno. Fumo di carburante. Merda di cane. Mi disturba a volte il pensiero del tempo che passa. Svaporare come una pozzanghera. Mi disturba questo che passa, si chiami tempo o sia chissà che, ha un peso biologico. Tempo accatastato in forma di pensiero, nelle articolazioni, sulla pelle, sui muri, è passato ma è rimasto. E’ una beffa. E’ una pippa. Una perdita di tempo. Un ritrovo di polveri sottili, erosioni del cuore. Ma quando ti bacio il tempo non è. Intanto il bulbo di tulipano spinge, un codino verde saluta dal vaso. Mi giro e ho una riga in più. Una riga storta sulla fronte. Posso scrivermi le note musicali...così fragili pensieri, né preghiere né devozioni, le nostalgie di ieri sono pioggia sull’asfalto, sono pioggia sull’asfalto d’estate… Una vena di cacao amaro pulsa nella polpa dei giorni. M’intrappolo in ricordi, timori datati, pavimenti che cedono, roba rimasta fuori dal laboratorio… Morirò cercando la via. O forse la piazza. Nel frattempo adopero le mani, la schiena, le terminazioni nervose. Osservo me, te, gli altri e gli uni e gli affini e i confini. Coloro i quali e coloro anche i fogli di cotone. Traggo lezioni che non imparerò mai. Osservo e conservo. Gesti, frutta e sapori di questo tempo sgocciolato come le rapide del Niagara. Scoramento e meraviglia. Anche nella mia testa ci sono più bestie che nella foresta… Busso alla mia porta e non mi apro se non per sbattermi la porta in faccia. Mi manderò un telegramma. Nel frattempo approdo alla defecazio emotiva. Si raccomanda di aprire le finestre.

Magritte"La condition humaine"

Scritto da: millefinestre alle ore 16:12 | link | commenti (2) | categoria:
milleminestre

Ventinovefebbraio, non esiste questo giorno, lancio lettere nel vuoto in un carnevale d'incertezze, mi scrivo in bocca una minestra, riempio spazi mai colmabili di gesti d'abitudine, domando e non rispondo, domando ci si sottomette alle tante non risposte? Rispondendo chi lo sa, mi arrotolo in un delirio d'impotenza, la maniglia scotterà, apro il portellone, basta aria pressurizzata, voglio il volo del cervello, l'asino che vola, guardami nella foto, sorridevo con le orecchie, scrivevo per riempire esattamente come adesso, leggendo si riempie spazio  saturo, scrivendo si svuota spazio vuoto, non ho fumato e neanche bevuto, peccato, festeggio il giorno che non c'è, la tua pelle, le mie profane scritture e nella bocca della verità ci infilo la lingua. Olè.

Scritto da: millefinestre alle ore 15:59 | link | commenti (2) | categoria:
lunedì, 04 febbraio 2008
******Fiocchi da mezzo kilo scendono molto veloci.
Saranno fiokki.

I tuoi fiokki scuri si aprono molto lenti e molto lenti si spostano su di me, coperta dai tuoi fiokki conservo semi di beatitudine che germogliano quotidianamente.
Scivolo sui tuoi fiokki scuri e m'imbratto di fuoco.
Nevicami.
Scritto da: millefinestre alle ore 17:43 | link | commenti (4) | categoria:
giovedì, 31 gennaio 2008
°°°Come?

Carnevale la carne quanto vale se starnutisco dal cuore e non metto la mano davanti ma dentro la tua fronte fumo di cenere che vola di arrosti bruciati in vite precedenti la mia faccia non corrispondente al mio corpo adagiato tra lenzuola di mani calienti sono i miei anni tanti e pochissimi per togliere i debiti di prove tecniche di amministrazione relazionale rimango senza parola da attaccare il costume al chiodo e bagnarsi nudi alla metà del percorso ad ostacoli del quorum raggiunto a nuoto nella tua bocca che disegna al confine ali di gabbiano e baciandoti volo. Sì.
Scritto da: millefinestre alle ore 01:09 | link | commenti (5) | categoria:
venerdì, 25 gennaio 2008
BoteroLeggendo i tarocchi, quelli a spicchi, ho saputo che tra le tue dita di succo potrò tra pochi minuti perdere i sensi centuplicandoli, milleplicandoli nello stesso istante. Che sei un dipinto di Caravaggio, scuro e di luce pastosa, di fronte al quale domandarsi solo la distanza giusta da cui guardare. E sarò un'installazione di Calder, una dinamica interna prima di essere esposta, mi lascio muovere, giocare, in presenza come in assenza di un vento caldo e salato come te. Sbucci le carte odorose e le spezzi offrendomele, rivelando il futuro più immediato: ti succhierò le dita e non ne avrò abbastanza.
Scritto da: millefinestre alle ore 01:12 | link | commenti (4) | categoria:



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